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Crescita interiore

Ma davvero lavorare su se stessi è così necessario?

Crescere proviene dalla stessa radice latina del verbo creare, che vuol dire fare, produrre, prendere e dare una forma.

Dunque la crescita non è la maturazione passiva dovuta semplicemente al tempo che passa, ma una vera e propria opera laboriosa, che se non la fai non si realizza da sé.

Alcune crescite le fa la vita per noi: il cambiamento fisico a cui ci sottopone il tempo avviene insidacabilmente, fuori dalla nostra volontà, ma il modo in cui vivremo i cambiamenti a cui ci sottopone il tempo dipendono tutti da cosa scegliamo di fare con la nostra inesorabile evoluzione.

Dunque, se il cambiamento è una costante a cui non possiamo che obbedire, la crescita interiore può essere il nostro modo del tutto personalizzato per rendere armonici e funzionali i passaggi della vita.

Se crescere vuol dire creare, crescere interiormente significa creare strategie sempre più specifiche, precise ed evolute per gestire la nostra interiorità, tutto quell’insieme di facoltà emotive e di pensiero intangibili, che però influenzano gran parte della nostra vita, compreso il corpo.

Questa creazione ha bisogno della partecipazione del nostro libero arbitrio per attuarsi. Se lasciamo le cose come stanno, probabilmente evolveremo a seconda delle esperienze che la vita ci porrà davanti e queste trasformazioni potranno essere migliorative, ma anche peggiorative: un trasloco, la fine di una relazione, un cambiamento di lavoro, una malattia, una nuova impresa sono cambiamenti che affronteremo in modo diverso a seconda di quanto siamo disposti a creare dentro di noi modalità nuove, strategie emotive ed energetiche funzionali a queste diverse situazioni. Certe esperienze possono renderci persone migliori, ma anche no: dipende da come le lavoriamo dentro di noi e questo a sua volta è strettamente legato a quanta confidenza abbiamo con il nostro mondo interiore.

Quindi crescere interiormente significa darsi da fare per stare in accordo con la vita.

E per darsi da fare occorre un lavoro continuo.

A volte le persone si lamentano con me per il fatto che sentono di rimanere sempre bloccate negli stessi meccanismi, nelle stesse paure. 

Allora io chiedo loro quanto tempo e quali azioni hanno dedicato ogni giorno al miglioramento di sé.

Lavorare su se stessi non è un contrappasso destinato ai fragili, ma dovrebbe essere il modo naturale di accompagnare la vita in tutte le sue declinazioni.

Manuela Toto

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