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Paziente, cliente… PERSONA

Perchè in consulenza si parla di cliente e non di paziente?

La parola CLIENTE deriva dal lat. “colere” che significa rispettare e dal gr. “klyu” che vuol dire ascoltare, prestare attenzione e obbedire. 

Mentre in passato questa parola subiva l’influenza della cultura romana, in cui il cliente era qualcuno che si sottometteva al suo padrone, oggi questa parola ha un sapore più legato al mondo commerciale, in cui le persone che scelgono di avvalersi di un servizio o di acquistare un prodotto sono sempre meno oggetto passivo del marketing e sempre più protagonisti attivi nel processo di scelta.

Carl Rogers, l’ideatore dell’approccio centrato sulla persona, fu il primo a scegliere di chiamare “clienti” coloro che accoglieva in stanza nei suoi percorsi.

La parola PAZIENTE riconduce subito la mente ad un ambito medicalizzato afferente la malattia; inoltre in lat. “patior”, da cui deriva la parola paziente, significa soffrire, sopportare, con una notazione comunque passiva nei confronti del dolore.

Probabilmente per questo motivo Rogers ha scelto di usare il termine cliente, “customer” in inglese, per indicare che chi si rivolge ad un professionista della relazione di aiuto, più che essere un soggetto passivo, è una PERSONA che si mette in ascolto e chiede a sua volta di essere ascoltata, per imparare qualcosa di nuovo su di sé, fino a scoprire strategie diverse per affrontare quello che gli accade. 

Quando penso ai miei clienti di una consulenza, per me ognuno di loro è una PERSONA che si affida fiduciosa al professionista, che è una PERSONA proprio come lui, che ha scelto di prendersi cura di lui e insieme a lui: la consulenza è un incontro per imparare a prendersi cura di se stessi, insieme.

Contattami manuela@manuelatoto.it

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