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Sete di potere e superpoteri

Il potere, argomento complicato.
La parola POTERE evoca in noi reazioni contrastanti: pensiamo subito al concetto del potere esercitato sull’altro, come una sorta di supremazia dove necessariamente qualcuno pratica il controllo e qualcun altro lo subisce.
Il potere sembra essere un privilegio che spetta a pochi, un posto che si trova in cima e che dunque, per immaginario storico e culturale, ha uno spazio limitato: siccome è scarso, per averlo devo necessariamente toglierlo a qualcuno.
Quindi ogni volta che assumiamo potere nella nostra vita lo esercitiamo come controllo su qualcuno e priviamo gli altri del loro potere?

Nelle fiabe spesso i protagonisti o i loro aiutanti sono dotati di superpoteri: grazie alle loro straordinarie abilità magiche, essi riescono a far fronte ai momenti di difficoltà e tirarsi fuori dai guai in modi inaspettati.
I superpoteri delle fiabe ci spiegano bene cos’è davvero il potere personale di ciascuno, che riguarda esclusivamente noi stessi, la nostra capacità di sentirci responsabili di quello che ci accade e di attivare le nostre risorse interne, che davvero sono magiche se sappiamo usarle bene.
Essi non riguardano supremazie, giochi di sottomissione o altro.
Esercitare un potere interno significa sentirsi totalmente responsabili di quello che facciamo con ciò che ci capita.
I superpoteri che possiamo agire nella nostra vita si chiamano Ascolto, Responsabilità, Comprensione, Empatia, Coraggio, Vulnerabilità, Passione, Cura, Attenzione… e aggiungete voi gli altri.

Ben venga dunque la sete di potere, se potere significa sentirci potenti, cioè capaci di poter cambiare le cose, prima di tutto dentro di noi e poi anche fuori.

Manuela Toto

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